CBD illegale in Italia? Decreto sospeso dal 15 dicembre 2025
CBD illegale: decreto sospeso a dicembre 2025
CBD a uso orale e decreto sicurezza: due questioni che si intrecciano
CBD illegale decreto: la sentenza del Tar del 16 aprile 2025
Il 2024 è stato un anno cruciale nel percorso normativo del CBD in Italia e merita un approfondimento a parte. Dopo una lunga fase di incertezza, è proprio in questo periodo che si sono concentrati i principali interventi ministeriali e le successive sospensioni da parte dei giudici amministrativi, che hanno preparato il terreno alle decisioni del 2025.
Il 6 luglio 2024, il Ministero della Salute ha emanato un decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che disponeva l’inserimento dei prodotti a uso orale a base di CBD nella sezione B della tabella dei medicinali relativa alle sostanze stupefacenti e psicotrope.
Il decreto riproponeva sostanzialmente lo stesso impianto normativo già adottato nel 2023, nonostante le precedenti sospensioni giudiziarie.
L’11 settembre 2024, il TAR del Lazio è intervenuto nuovamente, sospendendo in via cautelare il decreto del 6 luglio 2024 e fissando l’udienza per il 16 dicembre 2024. Anche in questa occasione, i giudici hanno ritenuto necessario evitare effetti immediati potenzialmente dannosi per gli operatori
CBD illegale decreto: quali sono i punti deboli?
CBD illegale in Italia: chi ne paga le conseguenze?
- Nel 2020, il ministro Roberto Speranza emana un decreto (1 Ottobre 2020) per inserire il CBD ad uso orale nella tabella dei medicinali estratti da sostanze stupefacenti. Il 28 Ottobre dello stesso anno, a seguito di numerose proteste da parte di cittadini, aziende produttrici e associazioni che utilizzano la Cannabis a scopo terapeutico e probabilmente anche a fronte di una consapevolezza sul danno economico per l’Italia, Speranza firma un nuovo decreto che sospende il primo e mette temporaneamente al sicuro il CBD dall’essere definito sostanza stupefacente
- A distanza di tre anni, il 7 agosto 2023, il ministro della salute Schillaci firma un decreto che revoca a sua volta il precedente decreto di sospensione di Speranza. Pertanto dal 20 settembre 2023, “le composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo” verranno inserite nella tabella dei medicinali estratti da stupefacenti, che è allegata al Testo Unico degli Stupefacenti
- Come comunicato da Imprenditori Canapa Italia, dopo il ricorso presentato dall'associazione al TAR del Lazio il 3/10/23, il Collegio Giudicante ha sospeso in via cautelare l'applicazione del Decreto del 7 agosto 2023 entrato in vigore il 20 settembre 2023
- La sospensione del decreto è stata effettiva fino alla data della Camera di Consiglio del Collegio Giudicante, fissata al 24/10/2023. Il 24. 10. 2023, la Corte ha deciso di mantenere il decreto sospeso fino all'emissione del giudizio, fissato al 16. 01.2024
- 6 Luglio 2024: il Ministero della Salute emana un nuovo decreto che viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che inserisce i prodotti ad uso orale a base di CBD nella sezione B della tabella dei medicinali relativa alle sostanze stupefacenti e psicotrope. Questa decisione ignora il provvedimento del TAR del Lazio che aveva sospeso il precedente Decreto del 2023 dal contenuto identico. Inoltre, non tiene conto delle evidenze scientifiche in favore del CBD e anzi cita la raccomandazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nonostante questa inviti i paesi UE a non inserire il CBD in alcuna tabella di medicinali e/o stupefacenti
- 11 settembre 2024: il Tar del Lazio sospende di nuovo il decreto e fissa una nuova udienza per il 16 dicembre 2024
- 18 settembre 2024: approda in Senato l'emendamento del DDL sicurezza che prevede di rendere la cannabis light (canapa) illegale in Italia, vietandone sia la coltivazione che la vendita delle infiorescenze.
- 4 aprile 2025: il governo trasforma il disegno legge in decreto, che viene approvato dal consiglio dei ministri. Il testo approvato interviene sulla legge 242/2016 e di fatto limita la produzione di infiorescenze contenenti CBD. Produzione, trasformazione, distribuzione e consumo delle infiorescenze, viene equiparato alle droghe tradizionali ad alto contenuto di THC. La filiera si prepara a essere rasa al suolo.
La posizione dell’Unione Europea sulla legalità del CBD
Il quadro europeo sul CBD è, da anni, più chiaro e coerente rispetto a quello italiano. L’UE non considera il CBD una sostanza stupefacente e le eventuali restrizioni alla sua commercializzazione devono basarsi su evidenze scientifiche concrete, non su valutazioni astratte o puramente precauzionali.
Un passaggio centrale è rappresentato dalla sentenza Corte di Giustizia dell’Unione europea nel caso Kanavape (C-663/18), con cui i giudici europei hanno stabilito che: " uno Stato membro non può vietare la commercializzazione del CBD legalmente prodotto in un altro Stato UE, quando sia estratto dalla pianta di Cannabis sativa nel suo insieme e non abbia effetti psicotropi".
Nella stessa occasione, la Corte ha chiarito che il CBD non rientra nella nozione di sostanza stupefacente, anche alla luce delle conoscenze scientifiche disponibili, e che eventuali limitazioni devono rispettare principi fondamentali del diritto europeo come la libera circolazione delle merci, la proporzionalità e il mutuo riconoscimento.
Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è espressa in modo netto sul tema, affermando già nel 2017 che le preparazioni di CBD puro con basso contenuto di THC non presentano rischi per la salute pubblica né potenziale di abuso e non dovrebbero essere sottoposte a controllo internazionale.
Nel contesto europeo, inoltre, il CBD è oggetto di valutazione regolatoria da parte dell’EFSA nell’ambito della procedura Novel Food, a conferma del fatto che l’attenzione delle istituzioni UE è concentrata sulla sicurezza dei prodotti, non sulla loro assimilazione a sostanze stupefacenti. In Uk invece, dal gennaio 2019, la FSA ha ufficialmente incluso il CBD (cannabidiolo)nella categoria dei novel food.
È anche alla luce di questo quadro variegato che il Consiglio di Stato ha ritenuto necessario coinvolgere la Corte di Giustizia dell’Unione europea per valutare la compatibilità dell’articolo 18 del decreto sicurezza con il diritto UE. Una scelta che segnala come la questione del CBD non possa essere affrontata esclusivamente sul piano nazionale, ma debba confrontarsi con un sistema giuridico sovranazionale già orientato in modo chiaro.
Nel frattempo, ricordiamo ancora una volta che il decreto che aveva inserito il CBD a uso orale nella tabella dei farmaci stupefacenti è attualmente sospeso. Seguire l’evoluzione delle decisioni giudiziarie e delle posizioni delle istituzioni è il modo migliore per orientarsi senza allarmismi. Continua a seguirci: saremo qui per spiegarti gli sviluppi con attenzione, trasparenza e responsabilità.
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Pubblicato il: 26 December 2025
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