Le allergie primaverili sono scatenate da una reazione anomala del sistema immunitario, che identifica alcune sostanze presenti nell’ambiente, in particolare i pollini, come potenziali minacce. Questa ipersensibilità porta al rilascio di istamina e di altri mediatori chimici, provocando i sintomi tipici dell’allergia. La gravità e la frequenza delle reazioni allergiche però, dipendono da diversi fattori:
- Fattori genetici e predisposizione personale
L’ereditarietà gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo delle allergie. Se uno o entrambi i genitori soffrono di allergie stagionali, il rischio di svilupparle aumenta considerevolmente. Inoltre, ci sono altri fattori che possono rendere alcune persone più vulnerabili alle allergie primaverili, per esempio l’esposizione precoce ad allergeni durante l’infanzia, le alterazioni della flora intestinale, che influenzano il sistema immunitario oppure la presenza di altre condizioni allergiche, come la dermatite atopica o l’asma.
- La concentrazione di pollini e il clima
I pollini, minuscoli granuli prodotti dalle piante per la riproduzione, sono tra i principali responsabili delle allergie primaverili. In primavera, la loro concentrazione nell’aria aumenta esponenzialmente, soprattutto nei giorni secchi e ventosi. Le principali piante allergeniche da tener presente sono:
- Alberi: betulla, ontano, nocciolo, platano, olivo e cipresso. La betulla è particolarmente allergenica e diffonde il suo polline da marzo a maggio.
- Graminacee: includono molte specie di erbe spontanee, come il loglio, la poa e il dactylis, che fioriscono tra aprile e giugno.
- Erbe infestanti: in alcune aree, anche la parietaria (una pianta della famiglia delle Urticaceae) può causare forti reazioni allergiche in primavera.
Ogni zona geografica ha una diversa concentrazione di pollini ed esistono bollettini pollinici aggiornati per monitorare i periodi di maggiore rischio allergico.
Naturalmente, il clima gioca un ruolo cruciale nella diffusione e nella concentrazione del polline nell’aria. Le temperature miti favoriscono una fioritura più intensa e una maggiore produzione di polline. Il vento tasporta il polline su lunghe distanze, aumentando l’esposizione agli allergeni. La pioggia riduce temporaneamente la concentrazione di polline, ma dopo un acquazzone può verificarsi un rilascio massiccio quando le piante riprendono a disperdere i granuli nell’aria.
- L'inquinamento atmosferico
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Allergy, i cambiamenti climatici e l’inquinamento stanno prolungando la stagione dei pollini, con un aumento significativo delle allergie primaverili. Non è un caso che le aree urbane tendano a registrare un’intensificazione dei sintomi allergici a causa della combinazione tra pollini e inquinamento. Gli ossidi di azoto e le polveri sottili presenti nell'aria infatti possono:
- Alterare la struttura dei pollini, rendendoli più aggressivi per le vie respiratorie.
- Indebolire le difese naturali delle mucose nasali, favorendo l’infiammazione.
- Aumentare la durata della permanenza del polline nell’aria, amplificando l’esposizione agli allergeni.
Allergie primaverili: sintomi
Possiamo dividere i sintomi delle allergie primaverili in sintomi respiratori, sintomi oculari e sintomi cutanei. Le vie aeree superiori sono tra le prime a risentire dell'esposizione ai pollini, che però provoca spesso anche irritazione agli occhi, con i sintomi tipici della congiuntivite allergica. I sintomi oculari possono peggiorare nelle giornate ventose o dopo il contatto diretto con il polline, che può avvenire, ad esempio, quando ci tocchiamo gli occhi con le mani sporche di particelle polliniche. In alcuni casi, le allergie primaverili possono manifestarsi anche con sintomi che coinvolgono la pelle e il benessere generale.
Ecco i principali sintomi delle allergie primaverili:
- Rinite allergica
- Congestione nasale.
- Tosse secca
- Asma allergica
- Lacrimazione eccessiva
- Prurito e bruciore agli occhi
- Arrossamento della congiuntiva
- Sensazione di sabbia negli occhi
- Orticaria o eczema
- Mal di testa
- Affaticamento e irritabilità
- Insonnia
La gravità dei sintomi varia da persona a persona e dipende dalla quantità di polline nell’aria, dalla predisposizione individuale e dall’eventuale esposizione ad altri irritanti, primo su tutti l’inquinamento.
Se i sintomi interferiscono significativamente con la qualità della tua vita o hai sperimentato episodi di asma allergica e difficoltà respiratorie, se gli antistaminici non alleviano i sintomi o se sospetti una reazione allergica inccrociata con alcuni alimenti, dovresti contattare un medico. Secondo la Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) infatti, un test allergologico può aiutare a identificare con precisione gli allergeni responsabili e definire la strategia terapeutica più efficace.
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