Piante di canapa: come coltivarle in 5 passi

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  • non sono medicinali;
  • sono ottenuti da varietà di canapa iscritte nel Registro Comune Europeo e nel rispetto degli altri requisiti previsti dalla l. 242/2016;
  • sono stati regolarmente notificati nel Portale Europeo dei Prodotti Cosmetici (CPNP).
pianta di canapa certificata
pianta di canapa certificata

Coltivare piante di canapa può essere una scelta profittevole e sostenibile. Dopo più di dieci anni di lavoro sul campo, abbiamo tante informazioni utili da condividere con chi sta pensando di iniziare a coltivare canapa. In questo articolo ti sveliamo i nostri trucchi e ti spieghiamo come coltivare piante di canapa in 5 semplici passi. Cominciamo?

Scegli le genetiche delle piante di canapa

Per prima cosa dovrai scegliere che tipo di piante di canapa coltivare e operare quindi una selezione delle genetiche, tenendo presente che la normativa italiana prevede che possano essere coltivati solo semi certificati, che garantiscono un contenuto di THC inferiore allo 0,2%. In caso di controlli, per i coltivatori esiste un margine di tolleranza fino al 0,6%.

La legge 242/2016 impone infatti di:​

  • Utilizzare solo semi certificati e regolarmente registrati nel Catalogo Comune delle Varietà delle Specie di Piante Agricole dell'Unione Europea.​

  • Conservare la documentazione (etichette dei semi e fatture d'acquisto) per eventuali controlli.​

  • Notificare le autorità locali: sebbene non sia obbligatorio, è consigliabile informare le forze dell'ordine locali dell'inizio della coltivazione per trasparenza.​ Ecco un fac-simile della dichiarazione di semina.

Ottenuti tutti i permessi necessari e superati gli scogli burocratici, potrai passare al campo.

Prepara il terreno per le piante di canapa

La preparazione del terreno è una fase cruciale per garantire una crescita ottimale della canapa. La pianta si adatta a diverse tipologie di terreno, ma per ottenere una coltura produttiva è preferibile un suolo:

  • Di medio impasto, né troppo sabbioso né troppo argilloso, per garantire un buon equilibrio tra drenaggio e ritenzione idrica.

  • Profondo, per consentire uno sviluppo radicale robusto.

  • Fresco e ben aerato, senza eccessiva compattazione.

  • Senza ristagni idrici, per evitare marciumi radicali.

  • Ricco di sostanza organica, fondamentale per supportare la crescita.

  • Ben esposto a sud:  possibilmente aereggiato e vicino a sorgenti di acqua.

Per preparare un buon terreno in genere si eseguono determinate operazioni:

  • Aratura: da effettuare in autunno o all’inizio della primavera, a seconda del tipo di terreno e del clima locale, favorisce il drenaggio dell’acqua e la decomposizione della sostanza organica presente nel suolo. Nei terreni più leggeri o già ben strutturati, una lavorazione meno profonda con erpice o ripuntatore è consigliata rispetto ad una aratura profonda.

  • Erpicatura: è un'operazione facoltativa ma utile soprattutto nei terreni molto compatti per affinare la zollosità del terreno e livellare la superficie. Può essere necessaria per eliminare eventuali residui colturali o per integrare concimi organici nel terreno.

  • Fresatura: il passaggio con la fresatrice è utile per sminuzzare ulteriormente le zolle e ottenere un letto di semina soffice e ben aerato.

  • Concimazione: la concimazione organica è di gran lunga preferibile perché, oltre ad apportare nutrienti nel suolo, migliora anche la struttura del terreno, evitando l’asfissia radicale e permettendo alla radice fittonante della canapa di lavorare al meglio. In termini di apporto chimico, alla canapa occorre il seguente contenuto: 100 kg/ha di N (azoto); 50-70 kg/ha di P2O550 kg/ha di K2O. Le piante di canapa sono sensibili alla disponibilità di azoto e normalmente quando l'azoto manca, le piante si presentano ingiallite, con accrescimento stentato e disomogenee. Eccessi di azoto però, sono negativi perchè diminuiscono la quantità di fibra prodotta, aumentano la mortalità per effetto di un più intenso auto-diradamento e accrescono le probabilità che la coltura si alletti in condizioni di forte vento. Prima di effettuare concimazioni, si consiglia di verificare quale sia lo stato attuale del terreno per apportare le giuste dosi di nutrienti.

Semina le piante di canapa

La fase di semina determina il successo della coltivazione, influenzando la resa e la qualità del raccolto. La scelta del periodo, della densità e della modalità di semina è fondamentale per ottenere piante sane e produttive.

La semina della canapa si effettua generalmente tra aprile e maggio, quando le temperature minime superano stabilmente i 10-12°C e il rischio di gelate tardive è scongiurato. Una emergenza rapida ed omogenea infatti, è garantita da una temperatura del terreno prossima ai 10°C. Nelle regioni più calde però, la semina può essere anticipata anche a marzo.

Anche la densità di semina è un fattore chiave per ottimizzare la produzione, influenzando sia la qualità del fusto sia il controllo delle erbe infestanti. Se la densità è troppo bassa, le piante tendono a ramificarsi troppo, compromettendo la qualità della fibra. Se è troppo alta, si rischia una competizione eccessiva tra le piante, riducendo la produttività.

Sono sufficienti 40-50 kg di semi di canapa per ettaro per ottenere una buona emergenza, steli di ottima qualità con un buon contenuto in fibra e buona produzione di seme.

Per garantire una nascita uniforme e un buon sviluppo delle piante, è necessario rispettare alcuni parametri tecnici nelle operazioni di semina:

  • Profondità di semina: la profondità ottimale per evitare che i semi rimangano esposti o, al contrario, impieghino troppo tempo a germogliare è di 2-3 cm.

  • Distanze corrette: un’interfila di 15-25 cm permette alle piante di crescere fitte e soffocare le infestanti. Per la distanza del seme sulla fila, 5-8 cm tra un seme e l’altro assicurano una distribuzione omogenea e uno sviluppo regolare delle piante. Per interfila si intende la distanza tra una fila e l’altra di piante seminate. Per distanza del seme sulla fila, la distanza tra un seme e l’altro sulla stessa fila. 

La semina della canapa viene generalmente effettuata con le seminatrici meccaniche da grano o mais, per una distribuzione precisa e uniforme. O con le seminatrici pneumatiche, che garantiscono una maggiore precisione e controllo nella deposizione del seme. L’utilizzo di macchinari adeguati riduce il rischio di semina irregolare e assicura un’emergenza uniforme.

Monitora la crescita delle piante di canapa

Dopo la semina, è importante monitorare la crescita della canapa per garantirne un sviluppo sano. L'irrigazione è necessaria solo in caso di siccità prolungata, poiché la canapa è resistente alla scarsità d’acqua. Durante la germinazione, il suolo deve restare umido per favorire un’emergenza uniforme, mentre in fioritura e maturazione un eccesso d'acqua potrebbe compromettere la qualità della fibra e dei semi.

Il controllo delle infestanti è cruciale soprattutto nelle prime settimane. La crescita rapida della canapa aiuta a soffocarle, ma possono essere necessarie lavorazioni preventive come la falsa semina o tecniche di pacciamatura. Questo vale soprattutto in caso di coltivazioni tardive, se si coltiva in aprile, il rischio di infestazione non è cosi alto.

La canapa è poco soggetta a malattie e parassiti, ma va monitorata per evitare attacchi di afidi, nottue e altiche, o l’insorgere di muffe in condizioni di alta umidità. Un’attenta gestione di questi fattori assicura una coltivazione rigogliosa e produttiva.

certificazione eu semi canapa

Raccogli le tue piante di canapa

La raccolta delle piante di canapa è un periodo fondamentale per i coltivatori. A seconda del tempo di fioritura delle varietà, può avvenire a partire da agosto oppure e molto più frequentemente, nei mesi di settembre e ottobre. 

La raccolta può essere di tipo meccanico o di tipo tradizionale o manuale. Proprio così! La classica raccolta a mano viene ancora diffusamente utilizzata. Non essendo invasiva, infatti, è particolarmente adatta per la raccolta dei fiori perché non intacca la delicatezza dei tricomi, che contengono la maggiore concentrazione di cannabinoidi. Le cime vengono tagliate una ad una, in modo da selezionare le migliori e scartare quelle rovinate. Poi si provvede a eliminare lo stelo. Tutto il materiale raccolto viene adagiato in appositi contenitori e preparato per la successiva fase successiva, che è l’essicazione.

La raccolta di tipo meccanico invece, che avviene tramite appositi strumenti agricoli simili a mietitrebbie, si adatta bene alla raccolta destinata alla produzione di fibra e di alcuni tipi di biomassa. Anche in questo caso però, è necessario l’intervento umano per effettuare e monitorare alcuni passaggi, come il taglio degli steli o il controllo del materiale triturato.

Se hai bisogno di ulteriori consigli per coltivare piante di canapa o desideri acquistare semi certificati a un prezzo concorrenziale, scrivici a info@enecta.farm

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